Marco Fajer

Biografia

Manichini malinconici sognano sotto le maschere. Labirinti inaspettati si aprono ai loro piedi, costringendoli a deviazioni impreviste. Marco Fajer ci ricorda che l’arte - così come la vita - non è semplice come possa sembrare: toni squillanti e rigore compositivo facilitano l’immediato riconoscimento visivo e l’empatia emotiva, ma celano attente considerazioni concettuali e pittoriche. L’artista utilizza accorgimenti stilistici mediati dall’arte del novecento per permettere a tutti di ritrovarsi in un paesaggio familiare eppure nuovo. Fajer analizza il quotidiano andando alla ricerca di simboli riconoscibili; poi riduce tutto all’essenzialità, attraverso un netto tratto grafico. Rende l’oggetto accessibile, ma non del tutto. Consegna le chiavi senza indicare la porta, perché sa che diversi sono gli ingressi che permettono gli accessi ai significati. Colori puri e ombre decise guidano nella ricerca, permettendo di riconoscere il nucleo dell’oggetto, da interpretarsi in modo univoco. Se il destino, beffardo come un gioco d’azzardo, domina l’uomo, se ne possono ancora indagare gli aspetti per poter vincere la partita. Marco Fajer è un uomo alla finestra. Osservando la realtà ne comprende gli intimi aspetti, li chiarisce spoliandoli dell’apparenza, riconosce la finzione della superficialità e la supera tramite la pittura, per giungerne al nucleo più vero. L’artista si rifiuta di attraversare il mondo senza meravigliarsi. L’immobilità può regnare ai bivi, nel labirinto della vita. Ma l’Arte, salvifico filo di Arianna, si rivela nell’opera di Marco Fajer la via per un’uscita che si affacci sulla Bellezza e la Verità.

Francesca Bogliolo

Melancholy mannequins dream under their masks. Unexpected mazes opens to their feet, forcing them to unforeseen detours. Marco Fajer reminds us that art – as well as life – is not simple as it may appear: shrill tones and composition rigor helps the instant visual recognition and the emotional empathy, but hides accurate conceptual and pictorial considerations. The artist uses stylistic expedients mediated from the twentieth century art to allow everyone to find themselves in a familiar view and yet new. Fajer analyses the everyday life searching for recognizable signs; then reduces all to the essential, through a definite graphic line. He represents the object reachable, but not entirely. He leaves the keys without showing the door, because he knows that there are many entrances that lead to the meanings. Pure colors and sharp shadows guide the research, letting the object’s core recognizable, to interpret it in a univocal way. If destiny, mocking as betting, dominates men, we still can investigate the aspects to win the game. Marco Fajer is a man at the window. Looking at the reality he can make out its inner aspects, he makes them clear depriving them of their appearances, he can see the fiction of the superficiality and overtakes it through painting, to reach the very core. The artist refuses to go through the world without been amazed by it. The immobility can rule  on turning points, in the life maze. However art, saves like Ariadne’s thread, Marco Fajer’s work shows the way out that faces Beauty and Truth.

Francesca Bogliolo

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