Roberto Re

Biografia

La forma è uno stato temporaneo della materia, un contenitore che può essere sottoposto a modulazioni e decomposizioni dall'esterno come dall'interno. Forze centrifughe e centripete di meccanismi naturali e artificiali agiscono sulla forma per renderla coerente al suo contenuto e al suo contenente, "accomodarla" ai requisiti spazio - temporali della realtà, che registrano i genuini stati amorfi come errori o alterazioni dell'ordine. Se quest'ultimo inizialmente è caratteristica prioritaria della cultura dell'artifex, che sviluppa secoli di storia con un’arte sempre più bella del naturale stato delle cose, negli ultimi due secoli di creatività umana esso è sopraffatto da un inevitabile ritorno della natura nell'artefatta vita umana, scoprendo la base biologica informe che cela ogni materiale. Questo porta alla rottura con la bella arte e aziona l'onda delle avanguardie che nel 900 sconvolge il mondo estetico fino ad azzerare la forma in esso. Indicativa è la ricerca cubista che propone una frammentazione geometrica delle cose verso la loro vera sostanza, come dimostra la Sezione d'Oro del Cubismo, dedicata alla Sezione aurea, ovvero all'armonia delle proporzioni naturali. Proprio da Juan Gris, il cui orfismo porta colori, dinamismo e simultaneità nel modo dei «cubisteurs», inizia la sua ricerca della aureus ratio il pittore post-cubista parmense Roberto Re. Una ricerca che si nutre di certezze scientifiche di valenza universale. Prima tra queste è l'anima idrogena della materia con la caratteristica informe dell'acqua, contestualmente minacciata da inaspettate metamorfosi. Poeta impaziente ma costante dei propri sentimenti, Roberto Re trova la sua linfa creativa in questo liquido amniotico e il suo impegno creativo nell'ardua traduzione del mutaforma interiore, intimo e sacro, ed esteriore, pubblico e profano. Dal reticolo asimmetrico ma ritmico di colori e geometrie della tela emerge la sconvolgente leggerezza della materia, condannata all'incessante ciclicità vita-morte. Questo precario equilibrio dell'esistenza porta all'elaborazione di un personale linguaggio estetico che non cerca fatti ma un allineamento ritmico con l'eterna energia metamorfica dell'universo.

Denitza Nedkova     

 The shape is a temporary state of matter, a container that can be subjected to outside and inside modulations and breakdowns. Centrifugal and centripetal forces of natural and artificial mechanisms affect the form to make it coherent to its content and its container, "accommodating" it into the space and time condition of reality which registers genuine amorphous states as errors or alterations of the order. If the latter is initially a priority feature of the artifex culture that develops centuries of history with an art more beautiful than the natural state of the things, in the last two centuries of human creativity it is overwhelmed by the unavoidable return of the nature into the artificial human life revealing the biological shapeless base which every material hide. This leads to the breaking with the fine art and stars the avant-garde wave that in the 1900s shook the aesthetic world up until the reset of the form in it. Meaningful is the Cubist study which introduces a geometrical fragmentation of things towards their true substance, as shown by the Gold Section of the Cubism, dedicated to the Golden Ratio which is the harmony of natural proportions. Just from Juan Gris, whose orphism brings colours, dynamism and simultaneity to the way of "cubisteurs", begins his search for the aureus ratio the postcubist painter Roberto Re from Parma, a research that is based on scientific universal certainties. This first one is the hydrogen spirit of the matter with the shapeless feature of water, always threatened by unexpected metamorphoses. Impatient but constant poet of his own feelings, Roberto Re finds his creative lymph in this amniotic fluid and his creative commitment in the arduous translation of the shape changing inner, intimate and sacred, and outward, public and profane. From the canvas asymmetrical but rhythmic pattern of colours and geometries emerges the overwhelming lightness of the matter, condemned to the never-ending life-death cycle. This existence precarious balance leads to the personal aesthetic language development that doesn't search for facts but for a rhythmic matching with the eternal metamorphic energy of the universe.

Denitza Nedkova     

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