Eventi


Mostra personale Foschi, Bettini, Dejavu



COMUNICATO STAMPA

La Galleria Wikiarte

In Via San Felice 18, Bologna

È lieta di invitarvi sabato 12 maggio 2012 ore 18.00

Alla inaugurazione delle personali di

STEFANO BETTINI

DEJAVU

DAVIDE FOSCHI

 

Sembra che a volte i sassi nascondono delle frasi che non riescono ad uscire. Queste realizzazioni coniugano poesia e disegni molto semplici. Malgrado nelle opere di Bettini sia riconoscibile una certa unità linguistica, tuttavia il suo lavoro si fraziona in capitoli che corrispondono ad altrettante fasi di presa di coscienza del lavoro d’artista, come percorso di ricerca ideale anche attraverso la sperimentazione tecnica. Per l’artista gli strumenti, gli oggetti e le tecniche sono contemporaneamente oggetto e soggetto di ricerca, prolungando e rendendo via via più chiaro il gesto della mano che li manovra. L’azione è istintiva ma non casuale, segue esigenze e impulsi profondi. E’ una prima formulazione spaziale primordiale, la traduzione di sensazioni tattili in immagini visibili.

Con queste originali opere, Bettini crea un’interessante operazione estetica; vuole minare le certezze che ognuno di noi ha accumulato nel corso del tempo e sulla condizione dell’artista e sullo scopo dell’arte. Privilegiare un significato come attributo necessario sotteso ad ogni operazione artistica, considerare l’artista come un guru o comunque un intellettuale che possiede il “segreto”, l’alchimia, è convenzione comune. Qui al contrario sembra che tutto venga messo in discussione : i temi, le tecniche e i materiali, perfino l’esito finale, fino alla fine il risultato è incerto...

(Testo di Mario Bortoli)

L’occhio è attratto dal contrasto del colore fumettistico e dalla maestria grafica. L’occhio della mente si confronta con rimandi simbolici di figure proprie dell’imagerie dell’artista .Sono il pesce , il sole, la faccia, il fiore, il cuore, la parola scritta e altri fonemi ancora che compongono l’alfabeto di Dejavu. Questo è il punto di forza della mano che ci ricorda l’arte ribelle del graffitismo di un Keith Haring o il disegno infantile di un Michel Basquiat. Guardando sempre alla cultura pop della strada, pensiamo anche alla sintesi dei tatuaggi incisi sulla pelle con il contorno ben definito. Appartengono ad una storia composta da tanti racconti corrispondenti alle diverse opere. La persistenza dei soggetti declinati in diversi modi ci regala le varianti dove tutto è riconoscibile ma diventa sempre inedito nella raffigurazione e negli accostamenti. La serie dei pesci piranha scarnificati ad esempio non finisce di stupirci e attrarci come la figura stilistica dell’ossimoro, l’allegra perfidia, la vita morta o la triste risata. Allora a questo punto ci avviciniamo alle opere come uno zoom fotografico per scoprire il puzzle di figure. Ci accorgiamo che c’è qualcos’altro oltre al mero gioco grafico, c’è un viaggio forse un incubo che diventa sogno, una sofferenza che attua una catarsi. Il racconto appunto ci conduce a non finire mai di guardare e riguardare questi piccoli tesori tali delle tavole primitive moderne. La magia di queste opere sta proprio nel riconoscimento che noi stessi troviamo nel racconto atavico dell’artista. Tocca l’inconscio collettivo, provoca emozioni e pensieri, tratta i sentimenti e i simboli della storia umana. Inutile indagare sul percorso intimo dell’artista per rafforzare la sua poetica, traspare una forte emotività e una sincerità della realizzazione. Una mano sapiente che ci dona un’arte apparentemente ludica. Una risata di bimbo come un monito che ci tocca nel profondo consapevolmente.

(Testo di Verena Faverzani)

Creativo, narcisista quanto basta, fantasioso, intellettuale: questa è la fin troppo sintetica descrizione di come generalmente le persone che lo conoscono descrivono l’uomo e l’artista.
Il confronto di Foschi con l’Arte è cosa ben nota a chi ha avuto la possibilità di incontrarlo; l’esegesi della sua opera pittorica è da rapportare senza dubbio alle esperienze biografiche già citate ma non si può non citare l’amore rispettoso e devoto per la rivoluzione sostanziale che Cezanne portò nell’ottocento e che aprì le porte alle avanguardie del ‘900, così come l’approfondimento delle tematiche cromatiche in chiave spirituale di Goethe e Steiner nonché lo sforzo intellettuale di Kandinsky di astrarsi dal puro stato materiale teorizzando gli effetti fisici e psichici (suono, odore, sapore) del colore e delle forme nei confronti dello spettatore. La lezione dei grandi maestri citati in precedenza non può non essere evidenziata osservando la potenza dei colori primari usati in quadri dove le pennellate e le spatolate in stile del tutto personale si mischiano a formare materia che va oltre la propria fisicità. Sostanza, messaggio e forma sono imperativi categorici che Foschi trasforma da esteriore a interiore e, nello stesso tempo dall’individuale all’universale, in un percorso di ellisse infinita che è insieme teofania cosmica/trascendente e simbolo dell’uomo che nella sua evoluzione diventa Uomo. E’ con le note “ICONE DINAMICHE” che il Foschi muove i primi passi verso la creazione e la definizione di una nuova visione artistica non solo pittorica, ma estetica e semantica; in questo senso inizia la collaborazione e il coinvolgimento di altre discipline, come quella in ambito musicale con Giulia Mazzoni, in grado di fondersi con la visualità dell’artista e creare la magia e la meraviglia nello spettatore fruitore dell’opera. L’apparato iconografico del Foschi si manifesta così in tutta la propria potenza e raffinatezza dimostrando la possibilità di attualizzare in base alla nostra coscienza contemporanea i messaggi eterni provenienti da un obliato e remoto passato, e rendere così visibile ciò che è invisibile. L’Uomo centro della ricerca filosofica e artistica dell’autore, è l’espressione di qualcosa che è ancora da scoprire, è un progetto in divenire di cui possiamo a fatica e con estrema pazienza individuarne solo i germogli di quello che sarà.

(testo di Cristiano Accorsero)

Il ruolo della Galleria Wikiarte e dei suoi Curatori Deborah Petroni, Rubens Fogacci, e Davide Foschi in queste mostre è più che mai indispensabile, per fungere da elemento di raccordo tra un linguaggio tecnico ed uno accessibile ad un pubblico non esperto; proponendosi non soltanto come professionisti ma sperimentando direttamente le nuove soluzioni proposte.

 

Critica:

Presentazione a cura del  Critico Alberto Gross

Musiche di

Davide Nunziante

 

Patrocinio

Regione Emilia Romagna

 

Sponsorizzata da:

www.virtualstudios.it

www.ilpensieroartistico.eu

 

Durata mostra:

dal 12 al 24 Maggio  2012

dal mercoledì al sabato dalle 10.30 alle 19.00 orario continuato

martedì e domenica dalle 15.00 alle 19.00

lunedì chiuso.

Ingresso libero

 

Mail: info@wikiarte.com
Sito: www.wikiarte.com


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