Eventi


Mostra personale Cami, Fogacci, Galavotti, Delby



COMUNICATO STAMPA

 

La Galleria Wikiarte

In Via San Felice 18, Bologna

È lieta di invitarvi venerdì 15 febbraio 2013 ore 18.00

Alla inaugurazione delle personali di

ROBERTO RODOLFO CAMI

RUBENS FOGACCI

GIAN LUCA GALAVOTTI

ALEX DELBY

 

ROBERTO RODOLFO CAMI

Nell'insieme di frammenti giustapposti, nella ricerca del dettaglio come massima sintesi della dimensione illusoria dell'immagine risiede la tangibilità di un mondo sovrasensibile, rubato al proprio tempo e ad un tempo indefinito riconsegnato. Questa serie di rappresentazioni ideate e realizzate da Roberto Cami pare rivelarci connessioni occulte tra “scienze dello spirito” e “scienze esatte”, all'interno di una forma di simbolismo che trasfigura l'elemento naturale nella più ardita forma di immaginazione spirituale.Le movenze dell'artista ricercano contaminazioni espressive che non creano equivoci estetici: ogni tentativo di ritrovare un principio organico naturale trova la propria diretta corrispondenza in suggestioni di carattere trascendentale.L'immagine del gatto – ma, più universalmente, del felino – viene mescolata e confusa con elementi aspri, di una Natura scabra, memore di una sorta di spiritualità dolorosa e sofferta. L'animale mimetico in eccellenza, dialettico e misterico, feminino e antropomorfo ( si pensi, su tutte, alle varie interpretazioni del gatto in Balthus ) partecipa della visionarietà dell'artista quale elemento magnetico, dalle connotazioni intuitivamente mistiche e metafisiche.In tal senso, le immagini realizzate da Roberto Cami, nella loro commistione di dettagli sfuggenti, non mai completamente definibili, compongono una sorta di liquida armonia visiva, al centro della quale il rapporto tra finito e infinito sia direttamente proporzionale a quello – ultradimensionato – tra realtà e idea di realtà.Solo a questo punto potrà accettarsi una topografia all'interno della quale le differenti parti dell'immagine vivono, con la medesima autenticità, del mondo naturale e di quello spirituale.

 

RUBENS FOGACCI

Le forme, in un evidente defluire, le linee, in ludica sinuosità, i colori, in dense stesure, sono gli elementi che costruiscono la pittura inquieta e onnivora, giocosa e satura della modernità liquida. Non a caso si vuole applicare la teoria del celebre sociologo polacco  Zygmunt Bauman, che ha inteso spiegare la post-modernità usando le metafore di modernità liquida e solida. L'incertezza della società moderna deriva dalla trasformazione dei suoi protagonisti da produttori a consumatori. Bauman ha paragonato il concetto di modernità e post-modernità rispettivamente allo stato solido e liquido della società e lo stesso processo si osserva, di conseguenza, nell'arte. Le sue forme irregolari e policrome raccontano la dolce follia delle Nanas di Niki de Saint Phalle. La sua pennellata carnosa e liquida è la stessa che produce, nelle mani di Cezanne, la rivoluzione cubista. Una pittura di apparenza fumettistica che, però, è lontana dal linguaggio di un Haring, ma anche da quello di Hamilton, perché non di Pop parliamo, ma, per forzare il termine, di una sorta di post-moderno "Melting Pop". Allora le linee sinuose, le forme semplici, i colori vivaci portano un nuovo realismo post-moderno, reale e più che visionario, dinamico, in continua trasformazione, dove ogni quadro è solo un attimo di un processo in progress. I volti dei suoi personaggi sono dominati dai grandi occhi spalancati che attendono il momento successivo, quello contenuto sotto la superficie bidimensionale della tela.Questo momento potrebbe essere trovato nelle opere plastiche di Fogacci che portano le stesse caratteristiche dei personaggi dipinti. Bronzo o gesso, la figura è prioritaria non nella sua formalità, quanto nella sua fluidità. I volumi sono di nuovo liquidi, pronti ad assumere altre forme

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GIAN LUCA GALAVOTTI

Da cosa nasce cosa. Il regalo di una valigetta con colori ad olio ed è stato come donare foglio e calamaio a Brecht, un palco della fredda Parigi alla Piaf o un’ispirazione a Ungaretti. Non a caso cito questi tre mostri sacri non per enfatizzare il Galavotti come artista ma come persona. La drammaticità è anche frutto di alcune opere che non appaiono di certo tali, ma che ne contengono necessariamente la forza. Vi è un periodo di buio o per meglio dire di sospensione che spazia dal 2000 al 2004 quando l’artista rifiuta la pittura, se ne dimentica non per l’insuccesso, non per pigrizia ma, a mio avviso, per paura. Certo, il talento a volte spaventa, ha fatto tremare anche i più grandi. L’emozione e la paura di doversi misurare, di doversi scontrare con un mondo che poco ci appartiene.
Nel 2004, Galavotti riprende l'attività grazie ad una commissione. E nasce così “nuvole blu”. Colori forti, questa tela rappresenta una vera esplosione, una nascita, un movimento agli occhi dell’osservatore che diventa forza pura. La forza semplice del talento.Da allora Gian Luca Galavotti dipinge per passione, ma con costante crescita di apprezzamenti e di mostre che lo vedono, a partire dal 2006, esporre in varie situazioni e località in Italia e all’estero.             

 

 ALEX DELBY

“L’esposizione, dedicata all’essenza artistica, raccoglie i lavori dell’artista rivelandone l’incessante e inquieta ricerca”, spiega la dott.ssa Francesca Bogliolo, responsabile mostre della Fondazione Gian Maria Oddi. “In un’unica esposizione il pubblico ha la possibilità di seguire e approfondire il percorso artistico, la crescita e i risultati ottenuti. Ogni tela rivela un attento studio del significato, nascosto dietro alle citazioni colte e alle sovrapposizioni materiche. In una sorta di trasfigurazione poetica Alex Delby guida l’osservatore alla verità nascosta sotto le pieghe dell’apparenza, coniugando l’approccio concettuale all’eleganza formale”. Alex Delby, artista americano di origini milanesi, vive tra la sua città natale e New York esercitando la professione di grafico e illustratore. Approdando sulla scena artistica ha ottenuto da subito numerosi consensi: le sue opere sono state esposte in ambito nazionale e internazionale, ottenendo un buon successo di pubblico e di critica.

 

 

 

Critica:

Presentazione a cura del  Critico Denitza Nedkova

 

Sponsorizzata da:

www.virtualstudios.it

www.genzianariccicomunicazione.it

www.ilpensieroartistico.eu

www.paolobalsamo.it 

www.lavoriedilionline.it

Durata mostra:

dal 15 al 28 febbraio 2013

 

dal mercoledì al sabato dalle 10.30 alle 19.00 orario continuato

martedì e domenica dalle 15.00 alle 19.00

lunedì chiuso.

Ingresso libero

 

Mail: info@wikiarte.com
Sito: www.wikiarte.com


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