Luciano Vetturini

Biografia

La sua prima discussione accesa su un colore da usare, piuttosto di un altro, imposto dalla madre superiora, avvenne alla scuola dell'infanzia del paese. Gli costò la punizione nella rimessa buia del carbone, perché proprio quella imposizione, fu assolutamente rifiutata. Con l’accrescersi della conoscenza si sentì ispirato dai tutti maestri del ‘900, e poi dal Rinascimento, nonché da tutti gli artisti contemporanei con le sue stesse affinità. Inizia sul serio dopo una visione avuta in uno dei suoi viaggi, nel Cenacolo dell'ultima cena a Gerusalemme.Un angelo lo guardava da sopra uno dei capitelli ed ammiccava con lo sguardo come a dire: “dai, fai qualcosa anche tu”. Non sapeva cosa dovesse fare ma, al ritorno già sull'aereo aveva iniziato a riempire di disegni il suo quaderno dove scriveva le sue impressioni di viaggio. Poi riaffiorava il forte emozionante ricordo del pittore Ligabue. Ricordo dello sceneggiato degli anni Settanta, di Salvatore Nocita sulla vita e le opere del pittore di Luzzara. Proprio al museo nazionale di arti naif di Luzzara Nino conosce a suo tempo la direttrice Anna Maria Baioni. La gentile signora osserva alcune foto e incoraggia immediatamente a partecipare al concorso che si teneva ogni anno a Luzzara. Era il 1996 e Gualtieri in collaborazione con il museo di Luzzara organizzava una grande mostra con centinaia di opere del pittore Ligabue. Nino partecipa parallelamente all’evento, al concorso, con tre opere che vengono tutte ammesse. Dopo tre anni di concorso a Nino viene concessa una mostra personale nelle sale del il museo, con una vera presentazione ed un vero catalogo.“Il Cassotto e la Chitarra”. Seguirà nel 2001 un’altra personale sulla vita dei lavoratori, in una fabbrica particolare, una fonderia, dove Nino lavora per alcuni anni, ed il catalogo “Pastori di ghisa – favole quasi vere”. Da quel momento non interromperà mai più la sua attività, sviluppatasi anche nella ceramica, e nella scrittura creativa. Apprezzato da tutti quelli che lo conoscono. Dalla gente comune, ma anche da esperti e critici d'arte, storici ed appassionati. Le sue opere sono in collezioni in Italia, e all'estero. Hanno scritto e parlato di Nino: giornalisti, e studiosi d’arte, Giovanni Zavarella, Elvio Lunghi, Luciano Lepri, Adriano Cioci, Roberto Segatori, Floriana Spaccini, nonché gli artisti e maestri, Romano Ranieri, Franco Balducci, Franco Venanti. Hanno suonato per lui, Andrea Volpini, Daniele Mencarelli, Graziano Brufani, Pino Ciambella, Paolo Scatena, Mirco Rubegni, Gianni Coscia. Nino sempre, racconta sé stesso, non vuole dimostrare nulla, ma solo mostrare e condividere le sue emozioni, la sua vita, con positività, poesia ed Amore. Trasformare le proprie visioni, i propri sogni in qualcosa di materiale che prima non c'era e poi invece diventa reale.

AA.VV

His first heated discussion on one color to be used, rather than another, imposed by the mother superior, took place at the country's kindergarten. It costed him the punishment in the dark coal shed, because that very imposition was absolutely refused. With the growth of knowledge he felt inspired by all the masters of the twentieth century, and then by the Renaissance, as well as by all contemporary artists. He starts seriously after a vision he had on one of his journeys, in the Cenacle of the Last Supper in Jerusalem. An angel looked at him from one of the capitals and winked his eyes as if to say: "Come on, do something you too". He did not know what he was supposed to do, but on his return on the plane he begun to fill his notebook with drawings where he wrote his travel impressions. Then the strong emotional memory of the painter Ligabue reappeared. Memory of the story of the seventies, by Salvatore Nocita on the life and works of the painter of Luzzara. Just at the national museum of naive arts of Luzzara Nino knows the director, at the time, Anna Maria Baioni. The kind lady looks at some photos and immediately encourages him to participate in the competition held every year in Luzzara. It was 1996 and Gualtieri in collaboration with the museum of Luzzara organized a large exhibition with hundreds of works by the painter Ligabue. Nino participates in parallel to the event, in the competition, with three works that are all admitted. After three years of competition was given to Nino the possibility to do apersonal exhibition in the rooms of the museum, with a real presentation and a real catalog: "Il Cassotto e la Chitarra". In 2001, he will do another exhibition on the life of the workers, in a particular factory, a foundry, where Nino works for some years, and the catalog "Shepherds of cast iron - almost true fables". From that moment on he will never interrupt his activity, which has also developed in ceramics, and in creative writing. He is appreciated by all those who know him. From ordinary people, but also from experts and art critics, historians and enthusiasts. His works are in collections in Italy, and abroad. People who wrote and talked about Nino: journalists, and scholars of art, Giovanni Zavarella, Elvio Lunghi, Luciano Lepri, Adriano Cioci, Roberto Segatori, Floriana Spaccini, as well as the artists and masters, Romano Ranieri, Franco Balducci, Franco Venanti. Played for him: Andrea Volpini, Daniele Mencarelli, Graziano Brufani, Pino Ciambella, Paolo Scatena, Mirco Rubegni, Gianni Coscia. Nino always tells himself, does not want to show anything, but showing and sharing his emotions, his life, with positivity, poetry and love, to turn his visions, his dreams into something that was not there before and then instead becomes real.

 AA.VV

 

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