Eventi


Mostre personali di Fruci, Marchionni, Nunziati



 

La Galleria d’Arte Contemporanea Wikiarte

in Via San Felice 18 – Bologna

È lieta di informarvi che

 

sabato 16 marzo 2019

ore 18.00

si terrà l’ apertura delle mostre personali di

PATRIZIA FRUCI

ANGELA MARCHIONNI

NICOLA NUNZIATI

durante la serata presenzierà la Dott.ssa Denitza Nedkova

 

Una metarappresentazione analogica di un mondo piccolo che invade e determina quello grande interessa il lavoro di Patrizia Fruci. La voce narrante è quella di un adulto ma la prospettiva è divincolante e libera da obblighi spazio-temporali come quella di un bambino. Il linguaggio delle immagini si sviluppa in un habitat idrodinamico espresso da pattern aplat ornamentali e adatto ad ospitare personaggi flat che come quelli delle fiabe rifiutano ogni profilazione psicologica ma si trasformano in attrattori cognitivi semplicemente per la propria natura ittica. La forza di gravità di una città qualsiasi - o una città ben precisa e riconoscibile grazie ai suoi celebri monumenti- e negata da presenze galleggianti. Questa frizione tra schema e script – come direbbe il cognitivista Minsky -   ovvero l’incompatibilità tra il frame, il contesto e l’azione che vi si svolge e il set personaggi che l’attivano è il meccanismo più antico della nostra attività mentale – quello di sopravvivenza - per fruire e comprendere le novità.  Da questo meccanismo nasce la sorpresa, lo stupore, il terrore, la meraviglia e la conseguente sensazione di ricompensa per aver percepito e dunque recepito con tutto il corpo un status straordinario della realtà – quello che la priva dei limiti fisici e a rende fluida e scorrevole.

 

E’ uno stato di coscienza quello del flusso della realtà, caratterizzato da una completa immersione in un’attività specifica. Determinato dalla psicologia contemporanea quale stato esperienza ottimale, il flow porta a una perdita di consapevolezza di tutte le altre cose - tempo, spazio, persone e persino esigenze fisiologiche - perché la totale attenzione dell’essere è consumata da quel particolare evento o azione, così da non restane neanche per i bisogni più necessarie. Di fatti spesso la sorpresa o la paura ci fa mancare il fiato e ci porta a un reset delle capacità cognitive dovuto all’aggiornamento obbligatorio dei schemata per comprendere questo nuovo script. Cogliere quel attimo di pura assenza psicofisica è l’intento della creatività di Angela Marchionni. L’esplosione del flusso è formalizzata - così come vuole la nostra mente – in immagini policrome e sciolte che vanno alla ricerca ne di uno schema standard ne di un script stupefacente, bensì di una sensazione di libertà dai vincoli materiali e di un superamento della dualità tra mente e corpo. Quest’ultimo – oggetto millenario di religioni e mitologie – è confermato dalla precisione delle attuali scienze alto teologiche quale l’elemento centrale dello sviluppo spirituale, della focalizzazione della psiche su un stato sterile che ci piace chiamare zen o nirvana.

 

La forza della paura, del fuori luogo – socialmente detto fuorilegge – nutre anche l’immaginazione di Nicola Nunziati. Ma la paura fa sentire bene? Se la mente scientifica si dedica da due secoli alla ricerca della risposta di questa domanda, le statistiche più recenti dei film più visitati ai cinema italiani propongono un top 10 di pellicole horror o di azione violenta. La predilezione per la paura "gratuita" oggi trova la conciliazione delle sue origini sociali con quelli biologiche. Secondo la Excitation-transfer Theory, infatti,  l'eccitazione residua di uno stimolo potenzia il riscontro eccitatorio ad un altro input, anche se le valenze hedoniche dei due sono contrastanti. La predilezione per personaggi complessi, dotati di una terza dimensione -  genericamente definiti antieroi – è legata al nostro costante esercizio di giudizio morale. Tanto più una persona – o la sua immagine ritratta – ci impegnano nella sua valutazione caratteriale tanto più essa ci coinvolge e, di conseguenza, ci piace. L’intensità della disposizione nei confronti di qualcuno - del suo viso e del suo fare – determina l‘intensità dell’esperienza empatica con esso e, dunque, del coinvolgimento personale. Pertanto la risposta della suddetta domanda emerge dalla natura fisiologica dell'essere umano che, prodotto di esperienza e genetica, cerca il pericolo per vedere la bellezza. 

 

Febbraio, 2019

Denitza Nedkova

 

 

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Durata mostra:

dal 16 marzo al 28 marzo 2019

dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 19.00

 28 marzo chiusura ore 15.00

Info e contatti:

Mail: info@wikiarte.com

 

Sito: www.wikiarte.com

 


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