Biografia

Con l’aggettivo ”grafico” si è sempre significato ciò che attiene genericamente al disegno, al rappresentare e comunicare per segni. Poiché le tecniche tradizionali di riproduzione e moltiplicazione di immagini (incisione su legno e su metallo) esigevano la strutturazione per segni, per estensione si è definito ”grafico” ciò che è prodotto tramite stampa. Da qui derivano la dizione ”arti grafiche” per significare l’arte (la tecnica) della stampa e, più estesamente, la parola moderna ”grafica” per indicare quella particolare famiglia di immagini risolte precipuamente in segni su supporto di carta, tipico del disegno e della stampa, con finalità rappresentative o comunicative diverse di caso in caso.

Sono da considerare opera grafica un disegno, una stampa, una litografia, una serigrafia o un’incisione d’artista, realizzate, ognuna con specifiche caratterizzazioni linguistiche e funzionali.

La grafica d’autore (g.d’a) s’inserisce in questo contesto come caso particolare di grafica intenzionalmente artistica dal punto di vista sia creativo sia della sua diffusione, e presuppone, quindi, la sua riproducibilità. A voler essere più precisi, correntemente si intende per g.d’a. una produzione artistica a mezzo di stampa, riprodotta in più copie firmate e numerate dall’autore che ne ha ideato il soggetto ed elaborato la matrice.

I termini della definizione di g. d’a., accettabili e giustificati se riferiti alle tecniche che prevedono l’elaborazione della matrice da parte dell’artista (di solito opere su tela), non possono esserlo con eguale chiarezza per le tecniche meccanizzate e si rendono quindi necessarie delle precisazioni per stabilirne i limiti e il significato nei vari casi. Bisogna chiarire anzitutto che la produzione grafica con processi manuali comporta sempre un’operazione linguistica. All’incisore (o litografo, o serigrafo, o stampatore), sia ”d’invenzione” che ”di traduzione”, si richiede non solo un intervento tecnico ma una trasposizione di linguaggio, da quello globale cromatico-tonale di una qualunque immagine esistente o anche solo pensata, a quello grafico, specifico della tecnica prescelta. Non si tratta mai, dunque, di una vera e propria riproduzione, ma di una traduzione: un’autentica creazione linguistica equivalente, come tale, all’opera originale (anche solo immaginata se l’incisore è ”d’invenzione”), della quale non viene resa, nemmeno nelle intenzioni, un’imitazione, ma un’interpretazione critica originale. L’artista grafico ”d’invenzione”, come lo sono oggi per definizione tacitamente convenuta tutti gli artisti che producono g. d’a., è dal punto di vista linguistico traduttore di se stesso, cioè delle sue stesse opere, esistenti o immaginate, da tradurre e formare in linguaggio grafico.

Grafiche d’Artista in permanenza: 

Lucio Ranucci, Francesco Musante, Franz Borghese, Salvatore Fiume, Rubens Fogacci, Andrea Sangalli, Roberto Re, Paolo Del Signore, Marzia Roversi, Marco Fajer.

Chiudi il menu
×
×

Carrello