Sabino-Galante

 La pioggia, così come la memoria, confonde e sfuma i contorni delle cose. Nel ripensare ai ricordi d’infanzia, la mente si sofferma solo su alcuni dettagli, garantendone l’autenticità: un paio di stivali gialli, una bambola con un vestito verde, un orsetto di peluche dagli occhi grandi. Nei quadri di Sabino Galante, le memorie affiorano da un fondo che sembra custodirle, in un incedere elegante e delicato che rimanda a nostalgici e lontani echi di una dimensione intima e felice. Sulla tela si alternano bambole di pezza, pupazzi, marionette e figure sognanti, simboli che uniscono il reale con una dimensione onirica e dimenticata, in cui l’incognito predomina. È un luogo a misura di bambino, quello idealizzato da Sabino Galante: un mondo che ne possiede le altezze, le sensibilità, il respiro. Silvia Vegetti Finzi ricorda che “non c’è niente di più serio e più coinvolgente del gioco per un bambino. E in questa sua serietà è molto simile ad un artista intento al suo lavoro. L’interiorità si affaccia sulla tela, abitata da presenze che custodiscono in sé il mistero degli antichi putti, intenti come questi a svolgere con serietà il compito che gli venga di volta in volta affidato, affrontandolo con una leggerezza che è prima di tutto una disposizione del cuore. Il sentimento che i personaggi di Sabino Galante trasmettono è puro come solo l’infanzia può esserlo, è un’emozione che rimane intatta, protetta dai confini della tela dalle brutture del mondo, dalla sua indifferenza, dalla sua frequente incapacità di comprendere.

Francesca Bogliolo

 

Rain, like reminiscence, confuses and blurs the borders of things. When we recall our childhood memories, our mind pauses only on certain details guaranteeing their authenticity: a pair of yellow boots, a doll with a green dress, a teddy bear with big eyes. In Sabino Galante’s paintings, memories seem to surface from the depth that preserved them. They emerge with an elegant and delicate stride which reminds us of nostalgic and long gone echoes of a happy and intimate dimension. Ragdolls, stuffed animals, puppets and dreamlike figures are interspersed on the canvas as symbols that connect reality with a dreamlike and forgotten dimension where the subconscious reigns. The world imagined by Sabino Galante is child sized: a world that has the height, the sensitivity and greatness of childhood. Silvia Vegetti Finzi reminds us that: “to a child, nothing is more serious and engaging than play. Through his seriousness he becomes very similar to an artist concentrated on his work. Inner reality surfaces from the canvas inhabited by presences that harbor the mysteries of antique cherubs. Just like the cherubs, they are intent on carrying out the tasks that are from time to time given them, with a levity that can only come from the heart. The feelings conveyed by Sabino Galante’s characters are pure like only a child’s can be. It is an emotion that remains intact, protected by the canvas’s borders from the ugliness of the world, from its indifference and from its recurring inability to understand.

Francesca Bogliolo

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