locandina ettore lippi e franco cis

ETTORE LIPPI E FRANCO CIS

Movimento e stasi, fragore e silenzio come estremi tangibili cui l’arte, interprete e veicolo del sentire umano, dona forma e colore attraverso l’impiego di una tecnica. Pittorica, sulla scia di una purezza che, senza alcun velo, narra le contraddizioni del nostro tempo; ed incisoria, nella scelta e nell’esercizio di una dimestichezza acquisita, con scrupolosa dedizione, dalle mani di un maestro esperto.

Arguta ironia, meglio sottolineatura di un fatto attraverso la sua stessa paradossale rivisitazione, alla quale il ledrense Franco Cis dà voce pittorica. Da cui rappresentazione di figure antropomorfe, il cui capo assume sembianze animali di capre se non di scimmie, distinte dall’autorevolezza di un contesto nel cui accostamento evincervi il riscatto, ormai perso, dell’umana purezza. Abilità tecnica e cromie vivaci ne delineano l’estetica, qui meta di un percorso il cui incipit, scandito da musica ed arte visuale – sottolineando l’ispirazione tratta dalle opere di Walter Vettriano – valica l’iniziale commistione a favore di quest’ultima, quale risposta ad una consapevolezza pienamente acquisita tra il 2011 ed il 2012, conclamata nella scelta di dipingere oggetti d’uso comune ritratti su sfondo rigorosamente scuro ed anticipatrice, tra le numerose altre raffigurazioni, de ‘La teoria dell’involuzione’, già matrice poetica della corrente produzione. Completano il profilo dell’artista trentino le numerose rassegne cui ha partecipato, attestanti la rilevanza di un’arte che, attraverso mirata e vibrante provocazione, induce una disincantata riflessione sui valori della contemporaneità.

L’incisione, sia essa in cavo oppure in rilievo, percorsa da precedenti esperienze in ambito pittorico, è la tecnica prediletta dall’artista Ettore Lippi. Sassese, classe 1942, matura il proprio apprendimento attraverso la frequentazione di corsi d’arte tra cui merita menzione l’esperienza di allievo del maestro Mario Leoni, già fratello del noto Carlo, i cui dettami, con particolare riferimento alla produzione incisoria, sono pienamente riflessi nei manufatti di Lippi. Da cui nature morte, raffiguranti frutta ed oggetti d’uso comune, permeate dal silenzio cromatico declinato nelle gradazioni del singolo colore scelto; e paesaggi, questi ultimi fortemente ispirati all’amato belvedere, alle sue montagne come alle rispettive piante, che qui popolano l’entroterra emiliano-romagnolo. A fondamento di una produzione il cui spessore, già testimoniato dalla partecipazione dell’artista a diverse rassegne sia collettive che personali, ne colloca la figura, stanti i numerosi riconoscimenti assegnati – tra cui la medaglia al trofeo ‘Industrie del Savena’ e la targa al concorso ‘Industria ed Artigianato di Pianoro’ – tra gli esponenti di certo interesse nel panorama dell’arte incisoria bolognese.

Testo critico e presentazione:
Pietro Franca

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