Fedeltà alla tecnica ed al processo, sottesi alla creazione di scatti fotografici dal cui rigore dell’apparecchio analogico emerge la poesia del tempo. Se non icone, forme e figure senza tempo, nella cui estetica, pittorica e scultorea d’impronta neo-futurista, cogliervi l’essenza di una ricerca originaria.
Contrapposti all’immediatezza del processo digitale, spazio e tempo, plasmati parimenti dalla luce, riprendono ed assumono la valenza originaria nello scatto analogico. Arricchito dall’impiego della stampa ai sali d’argento, garante del fascino originario ed inalterato della fotografia in bianco e nero, Enrico Scaglia, veneto d’origine e triestino d’adozione, delinea una cifra distintiva scandita dalla lenta ed attenta artigianalità d’esecuzione la cui poetica, forte di una solida padronanza tecnica, afferma il primato dell’irripetibilità dell’istante. Colto, questo, senza possibilità di errore rinunciando ad ogni postuma e tecnicamente ammissibile rivisitazione, diviene memoria oltre l’immagine, della nuda femminilità e di una pineta, di una celebre icona se non di un fiore. In cui leggervi la grazia, scandita dalle sinuose forme che lo distinguono, e la forza, di un tempo che, silente ed inarrestabile, scorre ed al contempo permane, impresso sovente da pennellate di luce che, pittoricamente, ne marcano la persistenza per conservarne l’essenza.
I Peanuts, i Beatles, le pin-up e la Vespa: simboli intramontabili dell’immaginario contemporaneo che Marco Lodola traduce in pittura attraverso l’uso di oli, smalti e acrilici. Formatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e l’Accademia di Belle Arti di Milano, l’artista è celebre soprattutto per le sue light box, sculture in plexiglass illuminate dall’interno, tratto distintivo nato da una prima ricerca basata sulla sagomatura e successiva colorazione di materiali plastici. In queste opere, di scala variabile e caratterizzate da un linguaggio retrò, Lodola sviluppa un’estetica coerente con i principi del Nuovo Futurismo. Già partecipe alla Triennale di Milano, è presente in numerose collezioni museali. Tra i progetti più rilevanti si distingue “Cà Lodola”, curato dal Professor Vittorio Sgarbi e presentato alla 54ª edizione della Biennale di Venezia. Completano il profilo dell’artista numerose ed importanti collaborazioni nei settori del cinema, della televisione, della musica, della moda e del teatro, oltre alla realizzazione di opere celebrative dedicate a figure di grande rilievo storico e culturale, come Napoleone Bonaparte e Umberto Eco.