PERSONALI DI VALENTE - BENASSI - MARTIN

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A VISITARE LA MOSTRA DI
VITTORIO VALENTE
SAURO BENASSI
MAURO MARTIN

DA SABATO 23 MAGGIO A GIOVEDì 4 GIUGNO 2020

È innegabile che la mitologia sia poesia: la poeticità coincide con l’epica primitiva, frutto di una umanità ancora tutto senso e fantasia, appena uscita dallo stato ferino e che quindi avverte con animo perturbato e commosso(G.B. Vico). Anche quelli che nei vari periodi della storia umana assumono un atteggiamento mitoclastico, sostenendo la necessità di una poesia che fosse espressione di qualche cosa di attuale, rimangono geneticamente e culturalmente ancorati ai potenti archetipi latenti della sensibilità umana. La mitologia – dunque, quella fonte di autenticità e viva ispirazione – nutre da sempre la creatività umana. Mauro Martin – filosofo di gusti espressivi poliedrici – svolge la sua ricerca subendo sempre, anche se in grado diverso, il fascino e la tacita contaminazione di quel costrutto di credenze, fantasie e speranze che ha permesso all’uomo di dare luogo alla propria vita spirituale. I tratti archetipici di ogni forma esaminata – un vaso o un corpo, un fiore o un foglio di carta – emergono quali inconfondibili attrattori cognitivi per la percezione. Una preferenza automatica e pre riflessiva ci lega a ciò che ci sembra famigliare ma nello stesso tempo lontano, fantastico, mitologico: il corpo di una sconosciuta diventa per chi lo guarda quello intimo della madre e dell’amata, della passione e della procreazione suscitando quella primordiale sensazione di benessere e sopravvivenza sicura che dà la protezione materna e la riproduzione dell’individuo.

Il proto-simbolo, l’archetipo sta tanto nella forma quanto nel suono, nel gesto e nel colore. Si consideri ad esempio l’uomo anatomicamente moderno, ovvero l’Homo Sapiens Sapiens, il quale iniziò a creare e utilizzare i colori solo 200.000 anni fa, e non lo fece motivato da scopi decorativi ma bensì preservativi e funzionali.Fondersi con l’ambiente: era questo il mantra che ha guidato la scelta dei colori per centinaia di migliaia di anni attraverso solo tre colori:bianco=luce, nero=buio e rosso=sangue. Fondersi con la natura, con l’universo è lo stesso richiamo primordiale che avverte Sauro Benassi e lo trasforma in ragion d’essere della propria creatività. L’artista intuisce la specifica funzione dei colori come risorsa per la creazione di significati nei diversi contesti della vita umana. Il colore è una componente naturale disponibile in tutti i tipi di produzione e progettazione culturale – cioè, una risorsa di semantizzazione e comunicazione pari ad altre (la lingua, l’arte visiva, la musica e ecc.). L’attuale ricerca scientifica degli effetti dei colori sul comportamento conferma che ognuno di loro innesca stati emotivi molto specifici. Per tanto lo story telling visivo di Benassi con la presenza dominante di giochi tonali, contrasti cromatici, geometrismo liquido e matericità fluida è elaborato dalla percezione e dunque della cognizione dell’osservatore come un testo affettivo, una poesia che a seconda del modo in cui rifrange la luce suscita un mood positivo o uno shift negativo.

Omne vivum ex vivo. La vita da vita. Ma anche non vita, artificio da quando l’Homo Sapiens Sapiens si trasforma in tale. Biogenesi e abiogenesi sono dunque le parti integranti di un unico processo di mitosi? A questo quesito tanto filosofico che scientifico cerca la soluzione Vittorio Valente. Il suo iter creativo ripercorre fase per fase la genesi del vivo e del non vivo. Catene di acidi nucleici DNA e RNA sono riprodotte in Griglie di silicone che seguono una propria sintesi producendo innumerevoli pattern strutturali. Emergono Cellule paradossalmente abnormi e dure, contenute da una chitina polisilossanica che realizza gli esoscheletri, i Dermascheletri di esseri ibridi che profeticamente rappresentano il futuro umano. L’uomo contemporaneo è costantemente impegnato a domare la natura, a sottoporre le sue materie a processi artificiali come cracking catalitico (che trasforma il petrolio grezzo in plastica) che permuta l’organico in sintetico. L’ipersensibilità di creativi come il gruppo Cracking Art, di cui Valente fa parte, coglie il magico sito in tali processi di artificializzazione del mondo e cosi lo esprime: Cracking è il divario dell’uomo contemporaneo, dibattuto tra la naturalità originaria e un futuro sempre più artificiale.Un procedimento drammatico, se non è controllato, una scissione che ci mette tutti di fronte a realtà nuove.
DenitzaNedkova, Maggio 2020

Location:
Galleria Wikiarte
Via San Felice 18
40122, Bologna

Durata mostra:
dal 23 maggio al 4 giugno 2020
apertura mostra 23 maggio ore 18.00
dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 18.00
termine mostra 4 giugno ore 15.00

Comportamenti:
Secondo decreto dpcm 
Si consiglia la prenotazione della visita guidata e personalizzata gratuita chiamando il 3313471504 da martedì a sabato dalle 11 alle 18

Info e contatti:
Mail: info@wikiarte.com
Sito: www.wikiarte.com
Tel: 0515882727

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