MOSTRE PERSONALI LICARI - MÜLLER - RE

La Galleria d’Arte Contemporanea Wikiarte

in Via San Felice 18 – Bologna

È lieta di informarvi che

 

sabato 3 ottobre 2020

ore 18.00

 

si terrà l’apertura delle mostre personali di

Angelo Licari

Chiara Müller

Roberto Re

 

“Prepotente come un bisogno fisiologico” la pittura definisce la vita emotiva di Roberto Re con un linguaggio intimo e viscerale che, come ogni linguaggio, attiva un’astrazione sempre più importante del mondo fenomenico. Trasformare il vero in codici visivi, sensoriali, paraverbali permette all’artista di esprimere non solo i propri stati interiori ma soprattutto la loro intensità e valenza emotiva. Comunicarla, renderla comune con il fruitore obbliga Re ad applicare una grammatica narrativa, costruita di tratti marcati che a volte sono lineari e rigidi come consonanti e a volte sono organici e fluidi come vocali. La prossemica di ogni opera – quale struttura linguistica – è atta dalla ricca cromia e polimatericità che determinano l’intensità sensoriale di ogni comunicazione. Il risultato sono opere spesso stilisticamente divergenti e sempre emotivamente coinvolti e coinvolgente in quanto l’atto di fare arte è personale e intimo, funzionale prima di tutto per l’artista che successivamente lo elegge quale emittente sensoriale del proprio linguaggio immaginativo quali messaggi, a differenza di quelli verbali, non hanno solo una decodifica corretta ma spingono il ricevente a interpretazioni e comprensioni sempre nuove.

Istinto, impulso, reazione incondizionata. Sembra sia questo il meccanismo fisiologico che guida l’operatività creativa di Chiara Müller. L’artista giura devozione al colore definendosi “un’artista che ama il colore in tutte le sue manifestazioni”. Ma questa fede si esterna in una danza incontrollata e incondizionata del gesto quale movimento determina la formazione della narrazione visiva. Tra Action Painting e il Color-field Painting, Müller si concentra non tanto sulla veracità stilistica del fare quanto sull’autenticità del prodotto ultimo, sulla verità della visione raccontata. Una visione costruita di primordiali arabeschi, fitti e complessi, che sviluppano uno spazio virtualmente infinito e un tempo circolare e ininterrotto. Una spazialità omogenea – priva di gerarchie o confini – assegna nuove coordinate all’immagine, costituite dalle relazioni dei flussi cromatici. L’esperimento espressivo indipendente dell’artista riconduce la sua arte a una delle prime forme di comunicazione umana: quella cromatica. Rosso sangue, blu notte, bianco luce. Segnali primari e semplici che comprendono tutti a prescindere il livello di sviluppo intellettuale perché ciò che sollecitano è un istinto e non una riflessione, una introspezione più che un’analisi.

La società – l’insieme organizzato di individui – ci rende giusti o sbagliati, belli o brutti, piccoli o grandi, vivi o inesistenti ….. Ma se la cristallina limpidezza di questa verità – filtrata dalla lente deformante dell’individualismo – mutasse forma, colore, spazio e tempo? Allora nascerebbe un nuovo realismo sublimato dal clima emotivo della mente che lo genera. A questo processo di conversione sottopone le sue memorie Angelo Licari, trasformando i ricordi d’infanzia in racconti poetici, quasi onirici. I negativi policromi di una memoria fotografica trasformano spazi e tempi in luoghi dell’io, superando l’anonimato strutturale documentario e addentrandosi in accadimenti emotivi personali. L’immagine si dematerializza, liquida e modellabile, al trattamento sentimentale del pittore. Licari instaura un rinnovato rapporto tra l’etica ed il sociale, tra l’arte e la storia attraverso però un’immagine che perde i propri contatti con la realtà per diventare simbolica, quasi surreale. Una pittura calda e lirica, dalla figurazione visionaria e dai colori fauve che crede nel recupero della figura umana, dell’individuo ma pur sempre collocato nei sistemi figurativi chiusi e nei contrasti cromatici gerarchizzanti di un organismo pluricellulare qual è la società.

 

Denitza Nedkova

 

Presentazione a cura di

Denitza Nedkova

 

 

Sponsorizzata e pubblicizzata da:

www.fogacci.net

www.virtualstudios.it

www.kooness.com

www.mgpsrl.it

www.palazzopallavicini.com

www. digitalsuits.it

 

 

Location:

Galleria Wikiarte

Via San Felice 18

40122, Bologna

 

Durata mostra:

dal 3 ottobre al 15 ottobre 2020

termine mostra 15 ottobre ore 15.00

Apertura mostra

dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 18.00

 

Comportamenti:

Secondo decreto dpcm

Si effettueranno ingressi scaglionati con obbligo della mascherina.

 

Info e contatti:

Mail: info@wikiarte.com

Sito: www.wikiarte.com

Tel:  0515882727

 

Seguici sui social:

Instagram: @galleria_wikiarte #galleriawikiarte

Facebook: Galleria Wikiarte

PROSSIME MOSTRE

Lean-Bertoni-Guariso

MOSTRE PASSATE