MOSTRE PERSONALI

La Galleria d’Arte Contemporanea Wikiarte

in Galleria Falcone e Borsellino 2/D Bologna

È lieta di informarvi che

sabato 21 maggio 2022

ore 17.00

si terrà l’apertura delle mostre personali di

 GIOVANNA REGAZZI  e BERNARD MERCES

La magia di un’immagine: vista, sentita e pensata dall’artista. Il cui occhio è prestato alla tecnica ed alla mano sapiente che, con passione e maestria, guida il pennello sulla tela. Se non alla fotografia, che ritrae la studiata linearità di un contesto cittadino, i suoi scorci o l’animo, nobile e rupestre, di un villaggio d’altro secolo.

Nature morte, le opere pittoriche di Giovanna Regazzi, solo in prima lettura. Iperrealiste, se fedeli rappresentazioni della realtà circostante. Al pari distinte, dall’armonico connubio tra luci, colori, trasparenze e riflessi posti all’origine di un gioco cromatico di tinte primarie e complementari, ben leggibili nel bicchierino di frutta come nella ciotola di mandarini. Ancora surrealiste, nei termini di sottrazione alla realtà, dove lo sfondo neutro concede evidenza al soggetto scelto ed alla sua dinamica rappresentazione: sia questo un arancio ‘’scoppiato’, del ghiaccio che cade nel bicchiere colmo di una celebre bevanda se non uva, mirtilli, more e lamponi che si alzano, tra le note, ad intonare un’estetica sinfonia. Ove il limone, soggetto prescelto dall’artista, compare quasi timido tra frutta, coni, calici ed alzate. Elementi, questi, la cui apparente inerzia fiorisce, donando loro anima e personalità, se ripresi dall’abile maestria dell’autrice, in cui risiede un talento preesistente: raffinato con la didattica, conclamato nel restauro e testimoniato dalla riproduzione delle opere di Grandi Maestri del passato quali Caravaggio, Renoir, Chagall e Picasso.

Villaggi e città, scandite da scorci. Contesti in cui la figura umana non compare, se non funzionale: ad un’azione dei pompieri, se non alla recita di una preghiera. La loro estetica, dettata dal rispetto: della forma, di taglienti geometrie cittadine come di interi contesti urbani, su cui l’orizzonte disegna il cielo, con le sue morbide nubi, se non terso, come mero sfondo di una veduta prescelta. Dell’eventuale personaggio o del luogo stesso in cui vi compare, a loro volta custodi di una poesia che il fotografo Bernard Merces narra e condivide attraverso i suoi scatti. Frutto, questi, della tecnica che amplia la visione del dilettante illuminato – come qualificatosi l’artista – a portavoce di un silenzio, il cui animo celebra la magia, celata e non, della realtà circostante. Colta nell’attimo, a risaltarne crudità e bellezza: nell’armonico gioco di luci, ombre e cromie che la rendono prima impressa e poi infinita. Nell’immagine fotografica, tangibile confine all’oblio della memoria, qui espressione di un gusto sensibile.

Testo critico e presentazione:

Pietro Franca

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Per i possessori di CARD CULTURA sconti riservati sull’acquisto delle opere

Durata mostra:

21 maggio – 02 giugno 2022

dal martedì al sabato dalle 11.00/13.00 – 15.00/18.00

02 giugno chiusura ore 13.00

 

Info e contatti:

Mail: info@wikiarte.com

Sito: www.wikiarte.com